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Diario di viaggio 2010/11 - 1. parte

Ripartiamo da dove ci eravamo fermati. Ad Aprile ero andato a Koh Chang per rilassarmi un paio di giorni ed avevo trovato dei bambini cambogiani che studiavano in una piccola scuola nella foresta. Questi piccoli, con le loro famiglie (chi aveva la fortuna di averla) vivono al limite della soppravivenza. In baracche senza nessuno assistenza se non quella di un signore thailandese che per loro aveva fatto erigere una piccola capanna di paglia, chiamata scuola.

Avevo promesso che sarei tornato, avevo promesso che Take Care Kids avrebbe fatto qualcosa per loro. Dall'Italia ho portato vestiario per tutti, matite colorate, pastelli, qualche piccolo regaluccio come premio ai piu' studiosi e, cosa molto importante, 200 kg di riso (adesso hanno un pasto tutti i giorni per i prossimi tre mesi).

 

Accompagnato dal fido Piero (volontario italiano che abita a Pattaya) siamo arrivati proprio nel momento "giusto" sull'isola, estremo lembo di terra prima del confine cambogiano. Una pioggia torrenziale, ci ha accolti, la sera del nostro arrivo. Mancava tutto. Parte della strada di collegamento era crollata e parecchi e visibili erano gli smottamenti del terreno che poco dopo, abbiamo saputo avevano anche ucciso quattro persone. La piccola stradina sterrata che porta prima alle baracche e poi alla scuola si era trasformato in un piccolo torrente in piena. Un paio di bambini mi riconoscono, mi salutano e mi dicono che a scuola non c'e' nessuno. Tutti troppo impegnati a raccogliere le loro poche cose perse durante le forti pioggie. Chiedo dove fosse il responsabile della scuola. I bambini mi accompagnano a cercarlo. Finalmente vicino ad un meccanico trovo Khun Uan. Mi abbraccia e mi invita a seguirlo per andare a prendere i bambini. Gli troviamo sparsi, li carichiamo sul mio furgone e gli portiamo verso la scuola, risalendo nuovamento il piccolo torrente in piena. Fino ad un certo punto, poi anche la macchina si arrende e cosi decidiamo di portare il tutto a mano.

La scuola e' messa male. Ha risentito molto delle pioggie. Ma i bambini presenti (tanti non sono venuti perche impegnati con le famiglie) erano eccitatissimi dalle nostre soprese. Gli scatoloni, ricoperti da sacchi neri (per proteggerli dalle pioggie) destavano una curiosita' sfrenata. Quando hanno visto che estraevo i vestitini (che voi avete donato) hanno come tirato un sospiro di sollievo. Come volessero dire "ne avevamo proprio bisogno". E cosi abbiamo cominciato la distribuzione. E per tutti c'era qualcosa e tanto e' stato avvanzato e subito messo in due piccoli armadietti per consegnarli in futuro prossimo a quelli che non c'erano. Come anche i colori e il resto del materiale scolastico. Intanto fuori dalla capanna di paglia continuava a piovere. Ma vi assicuro che dentro si respirava un aria di festa. Gli occhioni nerissimi dei piccoli non smettevano di brillare e di sorridere. Io, e con me Piero, ci sentivamo bene. Felici di aver portato gioia a questi bambini che dalla vita, almeno sino ad ora, hanno avuto gran poco. Al momento della ripartenza abbiamo regalato a tutti i bambini una gomma da masticare (alla faccia dei dentisti....hehehe) e poi ci siamo rimessi in macchina e giu' di nuovo per il torrente. Ogni baraccha che superavamo i bambini e le loro famiglie che ci salutavano. Una sensazione splendida. Loro sanno che torneremo, perche' questa e' stata la mia promessa. E noi, si sa', se promettiamo.....poi manteniamo. Alla prossima puntata con le novita' da Pattaya.

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