Diario di viaggio 2010/11 - 7. parte
.... riprendiamo da dove avevamo finito la scorsa parte... dunque... c'era da rifare una parte di "ondulino" in metallo di una baracca.... e cosi mi sono messo in macchina e sono andato ad acquistarlo.... 10 pannelli nuovi di zecca... sarebbe stato inutile comprarlo di seconda mano... tanto tra qualche mese sarei stato punto e a capo....... ai volontari che vengono a darmi una mano qui sul posto dico sempre una cosa... non vi fermate alle apparenze, ascoltate chi ha più esperienza di voi ma alla fine provate voi di persona... vivere in una baracca è
un esperienza completamente fuori dalla nostra normalità... si sente tutto... si vive un'altra vita... altri tempi e necessità... si sente tutto... si sentono le unghiette dei geki aggrapparsi alle lamiere.... si sente lo scorrazzare dei topi e magari dietro di loro qualche gatto famelico... e quando si alza il vento... allora si trema.... quando scende la pioggia bisogna correre fuori a vedere se lo scolo tiene... oppure vai di vanga per scavare per salvare.... la tua baracca... un ammasso di lamiere, rottami tenuti in piedi da quattro chiodi... generalmente arruginiti.... insomma una vita diversa
dove anche un semplice taglio ti può creare problemi infiniti... dove una puntura di zanzara puoò significare dengue o malaria..... ma oggi sono molto preoccupato... una bambina che la notte va con i genitori a chiedere l'elemosina... sembra sia stata abusata.... la vedo molto strana... abbassa gli occhi... non ha il suo sorriso abituale... ed io non posso fare molto.... anche per legge non posso togliere la bambina per un sospetto... Nut, la nostra segretaria thailandese, si avvicina a lei e le chiede come abbia passato la notte.... il padre la guarda veloce... e la bambina che aveva iniziato a dire due parole... di colpo tace... viene da me... e mi chiede se potessi comprarle le scarpe per andare a scuola... senza i bambini non vengono accettati e cosi andremo a prendere non solo le scarpe ma anche le uniformi.... che ovviamente la scuola pubblica non fornisce... e speriamo che a scuola ci vadano... noi non possiamo fare altro che controllare... stargli dietro... come facciamo tutti i giorni... ma è sempre tutto maledettamente difficile... siamo arrivati anche per quest'anno alla fine.... e che dirvi... torno in italia... per cercare altra gente che ci possa aiutare in questa che puo essere una battaglia quotidiana ma che io chiamo semplicemente tanta
voglia di dare amore, di impegnarsi per il prossimo... adesso apro la valigia e la riempio delle cocccole che i bimbi mi hanno fatto, dei loro urli, delle loro disperazioni, delle loro risate, delle loro domande a volte anche molto imbrazzanti, dei loro baci... tanti ormai sono i bimbi che abbiamo aiutato a crescere tramite lo studio, a curare, ad amare, a farli sentire meno soli... e poi guardo la valigia ormai piena di queste cose... piena d'amore... e a voi che mi avete seguito e letto per tutto questo tempo vi voglio ringraziare per la vostra pazienza, per il vostro apporto, per la vostra solidarietà, per il vostro semplice starmi vicino (che per me è fondamentale) quando anche io ho i miei momenti di sconforto (sono pur sempre un essere umano anche io)... spero di incontrarvi tutti in Italia (non ci starò a lungo) per parlare con voi per condividere idee per organizzare eventi e quant'altro possa aiutare Take Care Kids ad andare avanti, sempre con il sorriso sempre da parte dei bambini. Chiudo la valigia...arrivederci a tutti....
Tck




