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5. parte

Babbo Natale ha messo la slitta nel suo garage, le renne sono al claduccio nella stalla....adesso la mia testa e il mio cuore va a voi che leggete...a voi che mi avete permesso tutto questo....a voi....che quest'anno non posso ricordare tutti, quindi per non fare un torto a nessuno non mi fermo a ricordarvi tutti uno alla volta....a voi che avete permesso a oltre 300 bambini di sorridere nella magica notte di natale...bambini di strada, bambini maltrattati, bambini soli, bambino soli e menomati, bambini orfani che hanno contratto quel virus maledetto che si chiama Hiv-Aids a tante piccole faccine che cercano un abbraccio....ve li ho baciati tutti uno alla volta...gli ho stretti...e loro mi hanno dato tutto quello che serve per passare un Natale, un anno perfetto...e questo e' solo per voi...che avete fatto di tutto per loro...che avete fatto mercatini, sagre, che avete lasciato il marito o moglie senza cena, il fidanzato/a solo per una giornata intera...vi lascio con una storia...la tipica storia di natale, direte voi....no...una storia comune, quasi normale....Jessie ha quattro anni, due occhioni scuri classici pan americani...un nasino da mordere ed una gran voglia di vedere da vicino Babbo Natale...e il suo sogno si e' avverato...padre australiano, che la molla appena viene a sapere che e' sieropositiva...la madre, ovviamente sieropositiva, si impicca...lavorava in uno dei tanti bar di Pattaya...mentre il compagno lavorava in una miniera in Australia....la lascia a Padre Giovanni....quello che dedica anima, preghiere ma soprattutto tanto amore e azione per il recupero di questi bimbi...Jessie arriva appena in tempo...passa due mesi in un reparto infettivo dell'Ospedale Chulalongorn di Bangkok...non vuole morire...non vuole rimanere cieca...come succede a tanti come lei, quando il virus si moltiplica...muta, cambia....e adesso e' attacata alla barba di Babbo Natale....la strana coppia, si guarda, si studia e si abbraccia, uno di quegli abbracci che fanno morire, sciogliere...che fanno bene...come lei c'e' ne sono tanti altri che fanno fatica giorno dopo giorno...ma che vogliono vivere...che vogliono sorridere....come purtroppo non potra' piu' fare Nai, 11 anni, morto lo scorso Novembre dopo anni di battaglia....l'Aids ogni tanto le vince le sue battaglie...ma noi non dobbiamo permetterlo....siamo piu' forti, arriviamo prima, facciamo mercatini, sagre sotto il sole battente, o la neve o pioggia per fare vivere Jessie...per fare sorridere i suoi occhi....per dare un futuro migliore a tutti questi VOSTRI piccoli....Buone Feste

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