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Diario di viaggio 2011/12 - 1. parte

01_1 ....ciao amici...arrivo tardi con le mie notizie questa volta...forse perche' prima dovevo avere il tempo di digerirle io stesso. Sono successe tante cose in questo mio primo mese di nuovo in Thailandia, di nuovo vicino ai bambini che aiutiamo e che aiuteremo in futuro. Ovvio che in primo luogo devo ringraziare chi mi ha permesso di portare con me 120 kg di vestitini usati, di gioche e quant'altro. Armando e Anna (thai airways),

Tck avra' molto presto la sua casa. Lo scrivo con semplicita' ma il mio cuore esulta. 16 anni dopo aver portato un pacchetto di riso da un kg ad una famiglia che all'epoca viveva per strada, 01_2 tra un mese apriremo le porte del nostro rifugio per le mamme e i loro bambini. Per arrivarci abbiamo sputato sangue, sopportato freddo e caldo intensi, sudato le proverbiali sette e anche otto camice...ma alla fine facciamo quello che ci eravamo prefissati anni addietro. Quanta felicita' ho dentro.....chi mi conosce bene adesso, ne sono sicuro, esulta con me. L'apertura della casa non sara' certamente un punto d'arrivo, ma sicuramente l'inizio di una nuova sfida: e' la vittoria della vera e sana cooperazione internazionale, del lavoro, dell'impegno costante. Lasciatemi citare una canzone per ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo progetto: Il piu' grande spettacolo dopo il Big Bang SIETE VOI! Vi aggiornero' presto sui lavori in corso.

E adesso fatemi raccontare di un bambino nato tre giorni orsono. Si chiama Tanakon e la mamma che l'ha messo al mondo si chiama Maria (nome strano per una Thailandese). Lei vive in una stanzetta che somiglia piu' ad una scatola nella periferia di Pattaya. Crea succhi di frutta per vivere e mandare avanti una famiglia intera: madre, zia e un amica sieropositiva (in questo momento con la TBC) che ha in piu' due bambini da far crescere. 01_3 Ebbene Maria, al 5 mese e mezzo di gravidanza si sente male, e raggomilata nella sua coperta nel buio della notte, da alla luce dei lampi, un esserino del peso di 800 gr. Corre in ospedale ed il bambino viene subito messo in incubatrice. Vengo avvertito, corro all'ospedale e mi trovo davanti quello che voi vedete nella foto. Il medico di guardia mi dice che il bambino non ha molte speranze di vita. Mi viene incontro Maria, mi fa un ampio sorriso, le prendo la mano. Lei esclama: grazie di essere venuto. Io le rispondo: non vengo solo, porto con me tutte le persone che ovunque mi aiutano giornalmente per dare una speranza ai bambini come il tuo.

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