Diario di viaggio 2011/12 - 3. parte
senza foto in segno di lutto
Questa poteva essere una parte del diario di viaggio speciale. Piena di festa, per l'apertura del nostro Shelter. Poteva essere un giorno speciale, una giornata che si ricordava per un evento gioioso. Invece alla fine si e' dimostrata una giornata normale. Fin dalle prime luci del mattino dovevo aspettarmelo che si sarebbe accesa una giornata come tante altre per me. Frida, la nostra validissima volontaria, era pronta alle 11.30 sotto il suo guest house. Come anche la mamma di Ann (la piccola nel frattempo era a scuola), che mi aspettava fuori da un garage addibito a dormitorio, con tutta la sua vita dentro due scatole piu' qualche appendino con i vestiti della piccola.
Ernesto, il nostro volontario che con la moglie aveva ospitato sino ad allora, nella loro casa, Teng e la neonata Faa, erano stati avvertiti. Appuntamento alle 14 allo Shelter (rifugio).
Nel frattempo noi andavamo a fare la spesa. Abbiamo comprato tutto il necessario per rendere confortevole il soggiorno delle nostre famiglie. In piu', senza che i bambini lo sapessero, anche qualche biscotto e succo di frutta. Cosi', per viziarli un po'. Siamo arrivati allo Shelter carichi di felicita', cibo e prodotti per la casa. Guardo nella cassetta della posta e ancora, oltre qualche conto da pagare, la prima cartolina si fa attendere. Ci faremo un bel poster con quelle che arriveranno e lo attaccheremo in mensa. Csoi i bambini impareranno anche la geografia. Arriva Ernesto con la moglie e con Faa. Io ovviamente in quel momento stavo mangiando. Lascio il tutto e vado nella casa. Dove piano piano arrivano anche curiosi. Guardano, scrutano e chiedono. Arriva anche una mamma che vuole parlare con Khun Gio. Non ha i soldi per mandare il figlio a scuola. Ne parleremo lunedi'...oggi non abbiamo il tempo per dedicarci completamente a lei.
Le ragazze si impossessano subito delle stanze. La mamma di Ann, appoggia le sue cose sul letto, guarda l'orologio e scappa nuovamente al lavoro. Nel frattempo nella stanza di Faa la mamma, la nostra Nut e Maria si danno da fare per mettere apposto il lettino per la piccola Faa. Maria mi viene vicino e mi mostra la foto del suo bimbo, che e' ancora in incubatrice, e mi dice: pesa 1.600 kg e presto potra' venire a casa. Poi aggiunge....se questo accadra' vorrei che tu lo "benedissi" sei stato tanto buono con me e con il mio piccolo...sei una persona importante. Non cerco neanche di farli capire che io non posso benedire nessuno...non riesco a spiegarle che io sono una persona come cento milioni su questa terra, normale, piena di difetti e non certamente un saccerdote, un santo o beato, un monaco o un venerabile mufti. Prima di uscire dallo Shelter voglio fissare un cassetto e mettere apposto un po l'ufficio che verra'. Mi assicuro che il cibo sia abbondante, che tutto funzioni e poi scappo per un colloquio (infruttuoso) per un posto di segretaria nella nostra casa. Poi devo ancora fare due traduzioni, un po di contabilita', mangiare una zuppa. Preparare il nostro banchetto per il mercationo di Natale di sabato 26 novembre presso il Bangkok Pattaya Hospital.
Nello Shelter nel frattempo arriva la piccola Ann da scuola. Mi aspetta per metterla a dormire....la mamma lavorera' fino a tarda notte. Prendo il motorino e vado. Ann, gia' in pigiama, mi aspetta con Frida. Giocano e guardano qualche cartone animato. Apro la porta, vado verso la Mensa e ovviamente mi salta addosso chiamandomi papa'. Mi fa giocare con la corda. Sono una schiappa....lei e' bravissima....forse sono io che ormai sono vecchio. Andiamo nella stanza da letto e lei prepara la cartella per il giorno dopo. E' una bimba dolcissima. Controllo che Teng e la piccola Faa siano a loro agio. Torno da Ann...li guardo i piedi che sono neri. Li laviamo prima di dirci buona notte. Devo andare. Frida rimane con la piccola fino a che si addormenta. La mamma tornera' alle 2 di notte.
Torno verso casa e mi fermo ancora in ufficio. Nut mi chiama, non trattiene le lacrime. Mi precipito. Il piccolo Tanakorn al peso di 1.600 kg e all'eta' di quasi 7 mesi si e' spento, cause un infezione virale, nell'incubatrice dell'ospedale pubblico di Chonburi, capoluogo di Provincia. E' quasi l'una di notte. Il gelo mi trapassa il corpo. Nut non smette di piangere. Mi giro, verso alcune lacrime, piu' di rabbia che dolore. Potevo fare di piu'? Non riesco a dormire, neanche le mie solite tre ore di fila. Oggi venerdi' 25 novembre c'e' il funerale. Disdico alcuni appuntamenti. Mi vesto di nero. Con me anche Nut. Il piccolo e' in casa, in una baracca. La mamma Maria mi chiamo ripetutamente per chiedermi dove io sia. C'e' traffico, arrivo, nel frattempo andate avanti. No...la risposta secca.
Arrivo alla casa. Ci sono persone che ridono, altre che giocano. Maria mi viene incontro. Cala il silenzio. Tutti mi salutano. Chi alla thailandese, con le mani giunte, chi dicendomi inshallah (per volere di Dio)...sono tutti, o quasi mussulmani. Non conta nulla, conta il piccolo Tanakorn sul lettino. Devo entrare nell'unica stanza. Vogliono che io stia con il bambino, che lo tocchi....Maria, da dietro, mi guarda, mi fissa. Arriva il mufti. Prepariamo il lenzuolo in cotone bianco. Lo cospargiamo di naftalina, di altre polveri colorate. Prendiamo le misure del bimbo e ci facciamo un letto di cotone del lenzuolo bianco. Vogliono che sia a lavarlo. Gli spiego che non posso....non sono mussulmano. Lo lavano, e lo depongono nel lenzuolo. Lo chiudono con dei nastri bianchi. Sembra una caramella. Mi lasciano ancora solo con il piccolo. Guardo fuori dall piccola finestra. La luce splende forte ma molto chiara oggi. Non riesce a penetrare nella stanza.....e' troppo piccola. Entra il mufti. Prega. La nonna si prepara con Maria per andare a sepellirlo. E' un corteo piccolissimo, quello che si avvia lungo una stradina strettissima. Stringo la mano di Maria. Che non lascia ne la mia ne quella di Nut. Arriviamo sotto un albero. La buca e' stata fatta a mano. Profondissima. Adagiamo il corpicino. Neanche una parola. Un bambino non puo' aver commesso neanche un peccato...non ci sono eslcamazioni di perdono. Lancio un pugno di sabbia. Si alza un vento forte...a me sembra gelido. La mamma, Maria, ci pianta sopra due che sembrano croci di legno...appuntite fatte a mano. Poi torna da me...alza i suoi occhi velati dalle lacrime e mi dice Grazie di Cuore.
Esco dal cimitero con tre bambini vicini, timidi. Mi chiedono: Khun Gio possiamo venire a giocare al Rifugio?
TCK





